Neutral gender

Neutral gender

by amin
26 Novembre 2020

Forse la moda è un flusso così importante e così capillare che a volte il suo essere tanto innovativa riesce a rendere vecchi argomenti del momento.
Mi spiego meglio… sono giorni e giorni che sentiamo parlare di ovvietà… cos’è una famiglia?
Il significato di mamma e papà che possono avere figli, che possono adottare il figlio del compagno, che possono ereditare, che possono prendere decisioni sulla vita del compagno… ecc ecc, tutti a coprirci gli occhi come se non esistessero già famiglie “diverse”, né più né meno speciali delle “classiche ed istituzionali”…

La moda, crea icone gay, vive dell’impronta stilistica ed estetica di artisti, creatori e collaboratori omosessuali; non ha mai fermato il suo grande rifiuto per la discriminazione, per la cecità di massa, per l’inconsapevolezza del diverso.
Superati tutti i passaggi politici e morali, la moda fa altro… si dichiara nuovamente: non più “gay is ok”, dagli anni ’70 lo declama… ma ora tutta l’attenzione è su: “Generation Gender Neutral”. La normalità di non avere genere.
Mentre sfogliavo Vogue, ho trovato questo splendido articolo. Mi trovo così d’accordo su tutta la linea…

Le cosiddette “ribellioni” appoggiate dalla moda iniziarono negli anni 20, con donne che volevano smettere di essere viste unicamente come “femmine” e fecero come proprio indumento i pantaloni, poi negli anni 70 iniziarono a bruciare reggiseni, per sentirsi libere; negli anni 80 le yuppies andavano a lavoro con camicie sexy, pantaloni attillati, tacchi e giacche over, per dimostrare la loro forza.

I marchi sono stati simboli spesso usati come identificazione di potere, “mettere in mostra il logo” era una dichiarazione, quasi a significare “ecco cosa e quanto posso permettermi”.
Margiela è stato il primo a togliere loghi ed etichette, all’esterno di un capo si vedono le 4 cuciture dell’etichetta e nient’altro, pulizia, silenzio rigoroso.
Precursore? Si certo.

Gucci con il suo stilista Alessandro Michele sta ponendo l’attenzione sulla “bellezza” dei tessuti, degli abbinamenti, dei pizzi, broccati, colori che non dichiarano mai un’appartenenza ad un genere, “è semplicemente un capo bellissimo che, se si adatta a te, allora perché non metterlo?”
Vivienne Westwood dichiara da sempre: “prendi bei pezzi dal tuo guardaroba, da quello del tuo amico o del tuo partner e mischiali insieme”

La moda unisex non è più un tabù e questo lo si vede in primis dal mondo del retail, se gli stilisti hanno seguito la strada del “gender” è proprio perché il mercato andava da quella parte con clienti che compravano un 50% maschile e un 50% femminile in base al prodotto, e non in base a dove fosse esposto.

Alcuni nomi che si stanno facendo strada con questo concetto sono:
Craig Green, Hood by Air, Trapstar, Bazar-14, KTZ e Vetements. Teneteli d’occhio!

Vorrei chiudere questo capitolo ricordando anche io, cosa fatta meritatamente e forse ostentatamente in queste ultime settimane, uno dei personaggi della storia del Rock che più ha influenzato i giovani, le menti e lo stile dagli anni 70 ad oggi.
David Bowie, mito, eroe, ma non solo…. Precursore, amava se stesso e amava essere camaleontico, sapeva trasformarsi da Ziggy Stardust al Duca Bianco, giocando con il suo lato femminile, sempre. Sua cara amica, attrice, simbolo, Tilda Swinton, da sempre sfrutta il suo essere così eclettica e “scambiabile” con un uomo. Entrambi hanno proiettato alle generazioni future la semplicità di essere originali… essendo se stessi.

neutral_gender_1 Neutral gender - Cosamimettooggi

Gucci Spring 2016
– Gucci Spring 2016 –
Hood By Air Spring 2016
– Hood By Air Spring 2016 –
Craig Green Spring 2016
– Craig Green Spring 2016 –
Vetements Spring 2016
– Vetements Spring 2016 –

 

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