Venezia: la città tra cielo terra e mare

Quando vidi Venezia per la prima volta quello che mi colpì allora e, che oggi ancora mi sorprende fu la sua luce. Perché Venezia, sembra, sia appoggiata in una dimensione solo sua, in bilico tra cielo, terra e mare; il suo è un bagliore soffuso, umido e quasi bagnato, un labile equilibrio che sorregge tanta bellezza.

Come resistere al fascino di una terra in cui le auto puoi anche dimenticarle, al posto del taxi puoi usare un motoscafo o meglio ancora la gondola e al posto del raccordo il ponte dell’Accademia? Come non amare le maschere, il prosecco, gli infiniti ponti, gli stili: bizantino, gotico, rinascimentale e barocco che si mescolano insieme fra chiese e facciate di palazzi a dar vita a un’armonia magica? Semplicemente non puoi!

Secondo me la cosa più bella che puoi fare a Venezia (ma del resto non solo lì) è comportarti come una bambina viziata che osserva ogni angolo e desidera tutte le cose apparentemente “inutili” che riesce a scovare in ogni calle; ci sono le carte artigianali marmorizzate fatte a mano, accompagnate da una penna stilografica con tanto di scatola di legno che userai chissà, per scrivere qualcosa di importante, di allegro, di triste o di romantico o magari no, ma i tuoi messaggi e le tue idee scritte su quella carta, con quella penna, avranno il profumo di cellulosa, mandorla e vaniglia.
E poi ci sono i tessuti: velluti, broccati, damaschi, sete e ricami tipici di Venezia, che si portano dietro tecniche e telai di un tempo e motivi che raccontano storie dagli angoli più remoti, di tempi in cui la Serenissima varcava i mari di mezzo mondo, e poi se non si adattano all’arredamento poco importa, come si fa a farne a meno? Per non parlare dei cappelli, il cappello da gondoliere: la paglietta intrecciata con il bordo in raso rosso o blu come guarnizione, come hai fatto fin ora a vivere senza? Sarà fantastica questa estate abbinata al tuo bikini a vita alta. Poi nell’indecisione tra la paglietta e il cappello da marinaio meglio prenderli tutti e due, non si sa mai.

Così come ogni volta torno nella mia città con gli occhi pieni di bellezza, la valigia piena di cose “inutili” e la testa ancora in bilico tra cielo, terra e mare, con la convinzione di abitare in un paese senza uguali, convinzione che poi sparisce quando il tuo lui puntuale accende il Tg al posto delle candele, ma questa è tutta un’altra storia…

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I was wearing:

– Jumpsuit Endless Rose
– Tacchi Asos
– Camicia del mio fidanzato

Riguardo l'Autore /

francesco.calculli@hotmail.it

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