Regali inaspettati

Ho da sempre avuto un’allergia mista ad una sana invidia per chi si proclama detentore di verità assolute e pure per chi programma tutto nella propria vita  e lo fa nel minimo dettaglio: cosa fare da grande, che percorso scegliere, la città in cui vivere, se avere una fede da seguire ad ogni costo, se sposarsi, quando sposarsi, se farlo una, due volte o otto come Liz Taylor, se avere figli, quando averli e soprattutto cosa insegnarli per aiutarli a diventare belle persone.

Ecco su molti di questi aspetti al tramonto dei miei 34 anni non ho ancora le idee molto chiare: mi piace farmi un’idea e mi piace pure cambiarla se lo ritengo opportuno, oppure lasciare che le cose accadano “qui ed ora” come recita un libro a me caro,  senza fare troppi programmi, che poi a che servono?

Così potrebbe accadere, dopo un capodanno passato in baita, mentre scendi dalle affascinanti cime della Marmolada che un dubbio si insinua nella tua testa e che quel dubbio tornata a casa diventa reale; così reale che scopri di aspettare un piccolo nano, grande come un mirtillo, un mirtillo che non avevi programmato, a cui ne hai fatte già passare di tutti i colori non sapendo che lui fosse lì, ma al quale ti senti già in qualche inspiegabile modo legata.

Ormai è passato un anno da allora, baby mirtillo è nato nonostante tutte le mie ansie, nell’estate più torrida che io ricordi. Ora ha quattro mesi e ha già sconvolto la mia vita più di chiunque altro, ha riempito le mie giornate di grandi sorrisi, tanti pannolini e una gioia immensa, insieme a un sano sconforto quando spero che il mio girovita torni ad una misura accettabile. Essere mamma è faticoso ma fantastico e essere una mamma con tacchi e frangia stirata lo è soltanto un po’ di più… ma ci stiamo organizzando.

Queste sono le foto della sua festa di benvenuto organizzata qualche mese fa… spero vi piacciano…

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francesco.calculli@hotmail.it

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